Autor Tema: El Alamein: manco la fortuna non il valore.  (Leído 18230 veces)

Desconectado Wittmann

  • Obergruppenführer
  • Administrador
  • Miembro Héroe
  • ******
  • Mensajes: 6.730
  • Disfrutando en Villers-Bocage.

El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« en: 27 de Marzo de 2006, 23:44:42 pm »
Este, es un foro en castellano, pero creo que se puede entender bien este correo en italiano.


Gerardo Giacummo

Il titolo riporta le parole che i soldati del 7° bersaglieri scrissero sulla lapide della fotografia a lato: è vero, mancò la fortuna, non quella spicciola ma quella maiuscola, erano giunti a soli 111 km da Alessandria d’Egitto e il successo sembrava a portata di mano.
Vorrei soffermarmi un momento su questo antefatto della battaglia.
Ad El Alamein erano giunti pochi uomini e pochissimi mezzi, meno di 5000 uomini con soli 18 carri e pochissimo altro armamento, la rapida avanzata lungo la costa aveva lasciato indietro molti uomini con un relativo equipaggiamento sia per presidiare i punti più sensibili della retrovie sulla costa, Sidi El Barrani, Marsa Matruck, Fuka, che divennero luoghi di approvvigionamento diretto dal mare, sia per presidiare ampi tratti della distesa desertica verso l’interno, con capisaldi isolati in pieno deserto per contrastare le eventuali e pericolosissime incursioni del Long Range Desert Group e dello Special Air Service,. A queste depauperazioni necessarie dell’armata italo-tedesca, si aggiungevano le perdite dovute ai combattimenti e all’usura del materiale, le distanze che avevano avvicinato il fronte ad Alessandria erano diventate enormi: 2000 km dalle basi di partenza erano davvero tanti e le condizioni delle piste non favorivano certo spostamenti rapidi.
E ritorniamo alla fortuna che mancò. L’offensiva di Rommel,iniziata il 26 maggio con l’aggiramento dell’incompleto campo trincerato britannico formato dal quadrilatero che univa Ain el Gazala, Bir Hacheim, Bir el Gobi e Tobruch, era partita con forze inferiori a quelle del nemico, solo nel settore aeronautico era presente una relativa supremazia, Rommel attaccò e all’inizio sembrò che avesse sbagliato i calcoli: la mancanza di carburante e di acqua minacciò di immobilizzare in piena azione i reparti attaccanti, poi la mancanza di improvvisazione e la lentezza britannica nel reagire permisero il colpo da maestro che fu la conquista del caposaldo principale, Tobruch.
Ognuno è costruttore della propria fortuna, ma senza mezzi e rifornimenti rapidi un’armata non ha libertà di movimento e di azione, la penuria di benzina durante un combattimento di carri può portare al loro immobilizzo e alla conseguente distruzione: se pensiamo che il carburante arrivava in Italia o in Grecia dalla Romania, veniva caricato sulle navi, quando le navi non erano affondate durante la traversata verso la Libia, veniva scaricato a Tripoli e poi raggiungeva via terra le truppe al fronte si può capire che un litro di benzina viaggiava per più di un mese prima di essere consumato!
Che dire poi del resto dell’equipaggiamento e delle armi? Se i tedeschi potevano permettersi qualche carro come il MarkIII speciale o il MarkIV all’altezza dei Grant o degli Stuart inglesi, cosa potevano fare gli italianissimi M13/40 e M14/41? Appena migliore era la situazione nel campo delle artiglierie e in campo aeronautico.
Questa, a ben guardare, è la base della Fortuna che mancò ai soldati giunti ad El Alamein il 1° luglio 1942. Immediatamente Rommel lancia un attacco per sfondare quelle che ancora erano linee non consolidate: la 90° divisione tedesca tenta l’aggiramento del perimetro di El Alamein difeso dalla 3° brigata sudafricana, il DAK attacca in direzione di Deir el Abyad e poi verso Deir el Shein,  ma fra il 2 e il 4 luglio è respinto due volte sul ciglione del Ruweisat, i combattimenti sono continui ma la resistenza inglese è forte e i suoi contrattacchi micidiali.
Nel giro di pochi giorni l’armata italo-tedesca si scagliona verso l’interno fino a raggiungere la depressione di El Qattara il 9 luglio. La battaglia di arresto condotta dai britannici ha avuto pieno successo, il sogno di Rommel di raggiungere Alessandria e il Nilo e più in là, in Medio Oriente, congiungersi alle armate tedesche scendenti dalla Russia attraverso il Caucaso, era rinviato a data da destinarsi..
I mesi passano fra continue battaglie e scaramucce, lo schieramento italo-tedesco lontanissimo dalle sue basi logistiche riceve rifornimenti con il contagocce, mentre quello britannico, a poca distanza dai porti di Alessandria e del canale di Suez, costituiva nuove unità e rafforzava quelle che avevano fatto la ritirata dalla Cirenaica e che avevano ormai maturato una vasta esperienza nella guerra del deserto.
Il 30 agosto Rommel sferra un nuovo attacco in direzione di Alam el Halfa, avanza con difficoltà fra i campi minati e sotto gli attacchi continui della Raf, viene a mancare il carburante, in mare è stata affondata una petroliera diretta a Tobruch, la Pozarica, il 2 settembre l’attacco è sospeso, non si può marciare con i serbatoi asciutti.
E’ il primo successo del nuovo comandante inglese, il generale Bernard Law Montgomery, subentrato il 15 al generale Auchinlek che era riuscito a fermare prima e imbrigliare poi gli attacchi italo-tedeschi. Questa sostituzione era stata voluta dal premier britannico Churchill, le cui vedute politiche poco si accordavano con le azioni militari: Churchill voleva che Auchinleh distruggesse l’armata avversaria per facilitare lo sbarco anglo-americano, ormai preventivato, nell’Africa Settentrionale, nei possedimenti della Francia di Vichy sotto il dominio tedesco.
E si giunge al 23 ottobre, alle 20,45, ora italiana. Prima lungo il fronte tenuto dal XXX corpo inglese e poi in rapida successione lungo tutti i 48 km, dal mare alla depressione di El Qattara, le artiglierie inglesi cominciano a bombardare arando il deserto metro per metro, è una concentrazione di fuoco tale che in Africa non si è mai vista, sono più di 1000 i pezzi impegnati, la 1ma divisione corazzata inglese ha il compito di attraversare i campi minati e puntare al ciglione Kidney, poco più a sud la 10ma divisione corazzata deve attraversare il campo minato e dirigersi al ciglione El Mitelriya.
La giornata del 24 ottobre continua in una lotta di sgretolamento del dispositivo attaccato. I tedeschi non cedono, anzi la resistenza con il passare delle ore si è irrobustita, i corridoi nei campi di mine sono particolarmente presi di mira, si è quasi in una posizione di stallo quando Montgomery decide di spostare l’attacco al settore nord dello schieramento: la divisione australiana ha il compito di sfondare il fronte nel suo settore, il disegno finale è di impadronirsi della pista chiamata di Sidi Abd-el-Rahman. Questa manovra avrebbe comportato l’isolamento del settore costiero e la crisi per le linee di rifornimento italo-tedesche dirette a sud dello schieramento. Il 28 e 29 aspri combattimenti infuriarono fra gli australiani e gli avversari, ma il controllo della pista rimase in mani britanniche, ora è giunto il momento della spallata finale da parte di Montgomery, l’operazione “Supercharge” che viene scatenata nel punto di giunzione fra lo schieramento tedesco e quello italiano.
All’1 del mattino del 2 novembre viene sferrato l’attacco su un fronte di appena 3600 metri con un bombardamento di più di 300 bocche da fuoco, destinazione dell’attacco Tell el-Aqqaqir, di fronte c’è la 15ma panzer, è un convulso combattimento che si conclude solo il giorno successivo quando in un settore più a sud la 51ma Higland e la 4ta divisione indiana operano il loro sfondamento con un attacco improvviso.
Più a sud ancora si compie il sacrificio finale di una grande unità italiana, la divisione paracadutisti Folgore. Strana sorte per questa unità d’élite, addestrata ai lanci a Tarquinia, destinata a lanciarsi sull’isola di Malta e portata ad estinguersi nelle sabbie del deserto al limite della depressione di El Qattara. Impegnata fin dal primo giorno sulle modeste alture di Deir el Munassib, di Qaret el Himeimat e Nagh Rala, i suoi uomini respinsero ogni attacco nemico, uomini che avevano sognato di scendere dal cielo, gloriosamente vi salirono. Gli stessi avversari li citarono con ammirazione, da Radio Cairo “...in modo particolare la divisione Folgore, che ha resistito al di là di ogni possibile speranza” , “Dobbiamo inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore...”, “Gli ultimi superstiti della Folgore sono stati raccolti esausti nel deserto. La Folgore è caduta con le armi in pugno”.
E che dire dell’ultimo messaggio radio della divisione corazzata Ariete? “Carri nemici fatta irruzione a sud dell’Ariete, con ciò Ariete accerchiata. Trovasi circa 5 km nord-ovest Bir el Abd. Carri Ariete combattono”.
La più grande battaglia in terra africana finisce con la ritirata delle superstiti truppe italo-tedesche, un cammino all’indietro che non avrà più soste fino a Tunisi e al 13 maggio 1943, quando finisce la guerra d'Africa e comincia la fine della colonizzazione. Quattro giorni dopo la fine della battaglia di El Alamein, l’8 novembre 1942 iniziano gli sbarchi anglo-americani sulle coste atlantiche del Marocco e su quelle mediterranee dell’Algeria.
Ricordiamo anche qualcuno degli uomini che questa battaglia l’hanno vissuta in prima persona, dal capitano parà Guido Visconti di Modrone  morto qualche giorno prima del 23 ottobre, al tenente colonnello Izzo che sul Haret el Himeimat comanda con il grido risorgimentale “Savoia” una carica di 93 uomini armati di baionette, armi individuali e bombe a mano, all’attacco di tre battaglioni britannici e degaullisti. Ferito ad un ginocchio, resta in linea fino alla conclusione dell’azione.
L’attacco contro l’Himeimat ha coinvolto anche altre unità, cade il colonnello Ruspoli Marescotti e poco più a nord il tenente Costantino Ruspoli fratello del precedente, gli uomini della compagnia Cristofori  attaccano i carri con ogni mezzo, con bottiglie incendiarie e bombe a mano fanno miracoli, sono solo 70 uomini ma riescono a bloccare l’avanzata dei tank dopo averne distrutto 22.
E riescono a fare anche numerosi prigionieri.
Il 29 ottobre, nel settore sud della linea di combattimento, il nemico non ha fatto nessun progresso, ma i combattimenti non cessano, durante un mitragliamento aereo un furiere, Biagioli, imbraccia una mitragliatrice Skoda e fa fuoco contro gli aerei, le pallottole rimbalzano sulle corazzature e in un attimo si conclude tutto, Biagioli è ucciso da un proiettile dirompente.
E poi l’apoteosi del massacro dal nord al sud del fronte: dal colonnello carrista Zappalà, a Ferruccio Dardi componente di un raggruppamento esplorante, al bersagliere Gavioli, al capitano Jachino della divisione corazzata Ariete, e scendendo al Sud i numerosi eroi della Folgore: Stassi, Starace, Brandi, Misserville, Ponzecchi, Gola, Simoni, Pirlone, Bandini, Cappelletto, Lustrissimi, Alberto Bechi Luserna, Giuseppe Izzo, tanti, troppi da ricordare non per averli conosciuti, ma per aver letto di loro, della loro gioventù, della loro schiettezza e semplicità, del loro coraggio e della loro capacità di immolarsi al servizio della patria.

P.D. Si alguien me lo traduce, por favor que me lo envie en un privado, y modificare el correo.

Dedicado a Graf, el sabe el porque. ;)

Desconectado Wittmann

  • Obergruppenführer
  • Administrador
  • Miembro Héroe
  • ******
  • Mensajes: 6.730
  • Disfrutando en Villers-Bocage.

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #1 en: 28 de Marzo de 2006, 23:36:38 pm »
De la SGM, se conocen muchísimas frases, llamadme Meyer, volvere,.............Pero esta es de un romanticísmo brutal, "falto la suerte, no el valor".

Se me pone el vello de punta. lucharón sin medios con un valor excepcional.

Honor y gloria al Régio Esercito. :'(
« última modificación: 28 de Marzo de 2006, 23:53:07 pm por Wittmann »

Karl H. Guderian

  • Visitante

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #2 en: 28 de Marzo de 2006, 23:42:01 pm »
Si, camaradas estoy con vosotros en este velado homenaje :'( :'( :'(

Desconectado Wittmann

  • Obergruppenführer
  • Administrador
  • Miembro Héroe
  • ******
  • Mensajes: 6.730
  • Disfrutando en Villers-Bocage.

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #3 en: 28 de Marzo de 2006, 23:51:43 pm »
 Durante demasiado tiempo ha existido un absurdo desprecio hacia los militares italianos en los países anglófonos, principalmente como consecuencia de la propaganda durante la guerra. La verdad es que los soldados italianos eran duros y valientes y, en innumerables ocasiones, lucharon con el mismo coraje que cualquier otro soldado del mundo. pero el registro italiano a la hora de adaptar conceptos operacionales a la tecnología fue casi totalmente desastroso. Tanto en el ejército como en la armada, la doctrina inhibía la adopción de la nueva tecnología; en la fuerza aérea, la ausencia de doctrina tenía el mismo efecto. Las tres armas padecían de rigidez intelectual y de una absoluta falta de interés por los avances registrados en otras partes del mundo, y el combate supuso para ellos una terrible conmoción. Los comentaristas extranjeros de la época anterior a la guerra observaron que los comandantes del ejército se mostraban indiferentes ante la importancia del entrenamiento, y que éste se llevaba a cabo sin relación alguna con ningún sistema táctico efectivo. Esta situación afectaba especialmente a los jefes más jóvenes, y el estancamiento deliberado del cuadro de suboficiales produjo un ejército en el que los oficiales jóvenes competentes eran la excepción a la regla. Un cuerpo de oficiales que carecía de energía y confianza en sí mismo aseguraba la perpetuación de estos problemas durante la guerra. El alto mando italiano se negaba nostálgicamente a introducir mejoras, por miedo a exponer sus carencias ante sus aliados alemanes y ante su propio pueblo. El resultado fue un ejército que rechazaba los vehículos blindados, un personal de la armada que ya se consideraba inferior a la Royal Navy antes de que se declarase la guerra y que descuidaba el uso del radar y la guerra costera, y una fuerza aérea que favorecía el uso de los cazas biplanos.
 Era evidente que el Regio Esercito no estaba preparado para librar una guerra moderna. Un oficial del Estado Mayor alemán observó en una ocasión: "El aparato de mando es [...] pedante y lento. La ausencia de suficiente equipo de comunicaciones hace que el enlace con las unidades subalternas sea precario". Pero se necesita más coraje, no menos, para entrar en combate con un equipamiento obsoleto de calidad inferior y una doctrina inadecuada. Fue una desgracia para el soldado italiano tener que servir bajo un sistema que le dejaba absolutamente desprotegído. Los italianos no estaban realmente interesados en la guerra, muchos de ellos sentían una afinidad con Gran Bretaña que se habia fortalecido en 1914-1918 y que ahora no hacia más que diluir su entusiasmo, mientras que otros recordaban que la lucha contra Austria-Hungria y luego contra Alemania había provocado la muerte de 600.000 italianos durante la Primera Guerra Mundial. Su imagen militarista no era más que una ilusión creada por el fascismo. Gracias al fascismo un fuerte sistema de castas dominaba la estructura de rango del ejercito, conservando distinciones elitistas que hacía mucho tiempo que habían desaparecido en otras partes del mundo. Tanto británicos como alemanes estaban horrorizados ante la forma en que los oficiales italianos se preocupaban primero de su propia comodidad y no tenían ningún contacto con los hombres a quienes se suponía que debían dirigir. Rommel disculparía posteriormente al soldado italiano, de quien dijo que estaba pobremente equipado y pobremente dirigido por una clase de oficiales que no siempre consideraba necesario hacer acto de presencia en la batalla y que continuaba disfrutando de comidas de varios platos mientras que los soldados no tenían siquiera cocinas de campaña. Rommel podría muy bien haber añadído que el estilo de vida de que disfrutaban los oficiales italianos incluía muchos otros lujos, entre ellos prostíbulos ambulantes.

Desconectado Wittmann

  • Obergruppenführer
  • Administrador
  • Miembro Héroe
  • ******
  • Mensajes: 6.730
  • Disfrutando en Villers-Bocage.

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #4 en: 28 de Marzo de 2006, 23:52:40 pm »
  Aunque el 10 de mayo se había declarado la movilización total en Italia t las fuerzas italianas en el extranjero recibieron refuerzo, había una grave escasez de cualificación técnica y de jefes con experiencia. A pesar de los discursos de Mussolini en los que se refería a "ocho millones de bayonetas", nunca fueron movilizados más de tres millones de hombres, y la mayoría de las formaciones presentaba un número inferior de efectivos tanto en Italia como en el extranjero. El equipamiento era universalmente pobre, desde armas ligeras con una amplia variedad de calibres, y granadas que no suponían ninguna amenaza más allá de unos cuantos metros, hasta piezas de artillería de la Primera Guerra Mundial. No obstante, los artilleros italiconocida como la "lata de sardinas exploradora"-anos apuraban a menudo sus piezas hasta el extremo. En una guerra que se libraba en el desierto era mucho más grave la escasez crónica de transporte motorizado; el que había era de pobre calidad y absolutamente inadecuado para ese terreno. Aparte de la inútil tanqueta L3 -conocida como la "lata de sardinas exploradora"-, los italianos carecían de un tanque mediano efectiv. El M 13/40 era solamente una versión mejorada del M 11/39 pero la industria italiana continuó tranquilamente con su producción. Mientras que los tanques alemanes y británicos eran modernizados mejorando su blindaje y armamento, los italianos producían el M 14/41: les llevó un año desarrollarlo, tenía alrededor de cinco milímetros más de espesor en su blindaje con respecto al M 13/40, unos pocos kilómetros más de velocidad y la capacidad de su depósito de combustible se había ampliado para permitirle recorrer alrededor de 20 kilómetros más. No debe de extrañar que tanto los británicos como los alemanes llamasen a los tanques italianos "ataúdes de acero". Asimismo, los italianos no disponían de un armamento antiaéreo y antitanque m´nimamente decente. de modo que, si bien los 208.000 soldados italianos estacionados en Libia -organizados en dos ejércitos: Quinto y Décimo- superaban holgadamente en número a los efectivos británicos en Egipto, y a pesar de los cerca de 2.000 aviones de la Regia Aeronautica  con base en tierra y los poderosos y modernos barcos que formaban la Regia Marina, Italia podía entrar en la guerra con escasa confianza en sus posibilidades.

Estos últimos, son dos correos de el anterior foro, y no recuerdo su orígen primigénio, asi, que no puedo dar enlaces. (lo siento) :-\
« última modificación: 28 de Marzo de 2006, 23:56:26 pm por Wittmann »

Desconectado Hilfswilliger

  • Generalleutnant
  • Moderador global
  • Miembro Héroe
  • ******
  • Mensajes: 5.812
  • Fuerza y Honor

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #5 en: 09 de Agosto de 2006, 23:44:43 pm »
 
Citar
comandantes del ejército se mostraban indiferentes ante la importancia del entrenamiento, y que éste se llevaba a cabo sin relación alguna con ningún sistema táctico efectivo

"
Citar
El aparato de mando es [...] pedante y lento. La ausencia de suficiente equipo de comunicaciones hace que el enlace con las unidades subalternas sea precario". Pero se necesita más coraje, no menos, para entrar en combate con un equipamiento obsoleto de calidad inferior y una doctrina inadecuada. Fue una desgracia para el soldado italiano tener que servir bajo un sistema que le dejaba absolutamente desprotegído

Totalmente de acuerdo, en estas dos frases para mi, se resume el fracaso italiano en la II GM

Desconectado Fug

  • General Leytenant
  • Miembro Héroe
  • *****
  • Mensajes: 5.514
  • La Guerra es el Mal en sí

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #6 en: 23 de Noviembre de 2007, 23:45:40 pm »
Pagina con un buen Flash que narra la batalla, tened paciencia y mirarlo bien y tocar todos los botones que es muy entretenido

http://www.elmundo.es/elmundo/2002/graficos/nov/s1/alamein/index2.html

Desconectado josmar

  • Moderator
  • Miembro Héroe
  • ******
  • Mensajes: 4.766
  • Konteradmiral

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #7 en: 25 de Noviembre de 2007, 17:39:13 pm »
 Ciertamente entretenida, Fug, e interesante.... <<34


Desconectado Wobst

  • Oberleutnant
  • Miembro Héroe
  • *****
  • Mensajes: 1.455
  • vae victis!

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #8 en: 28 de Noviembre de 2007, 01:51:10 am »
está muy buena esa presentación, deberían de existir otras para más batallas

Desconectado TITUS20050

  • Tenente Colonnello
  • Moderadores
  • Miembro Héroe
  • ******
  • Mensajes: 2.838
  • Mirando el pasado se comprende mejor el futuro

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #9 en: 28 de Noviembre de 2007, 02:14:15 am »
 Wittmann extraordinario relato de un Italiano que combatio en El Alamein y casi todo lo que en el se ofrece como testimonio es cierto, pues mi padre cuando regresamos de Italia a Argentina y cuando yo trataba de conocer para mi a esa edad sus aventuras en Afrika , algunas cosas me conto de lo terrible que fue para el y sus compañeros esa batalla.
El no estaba en la linea del frente pero debia permanentemente aprovisionar de agua y combustible a las fuerzas combinadas desde la zona de  El Qattara  y ademas tenia que con sus soldados reparar las bombas de agua y combustible que se rompian permanentemente por accion de la arena,los soldados Italianos siempre fueron a combatir con malos vehiculos ,tanques y artilleria pero siempre con mucho valor
Mi padre me conto como desde donde el estaba siempre bajo ataque de la aviacion inglesa aunos 60 km de la retaguardia de las formaciones italianas vio como se encendia el horizonte con el fuego de la artilleria inglesa y el contrafuego Italiano y Aleman , lo lamentable de todo esto es que cuando los alemanes comenzaron su retirada hacia Marruecos dejaron la mayor parte de las unidades restantes del Ejercito Italiano para cubrir su retirada y confiscaron todos los medios de trasporte que tenian las tropas Italianas y, me dijo que en muchos casos no pudieron dado que los soldados se opusieron con fuego de fusil y ametralladoras
La columna de suministros de mi padre quedo sin vehiculos y tuvieron que retirarse apie y fueron capturados no se exactamente en que zona pero no lejos de
el Alamein .
El suboficial  Giuseppe Izzo mensionado en la carta fue amigo y compañero de mi padre yo lo recuerdo cuando despues de los meses de instruccion en Milan partieron para Africa.
Lastima tanto desperdicio de gente valiente comandados en muchos casos por buenos oficiales pero dirigidos por un grupo de inutiles generale.
Realmente  Wittmann me emocione mucho cuando lei este relato y lamento tanto que no este mi madre para que ella que siempre acompaño a mi padre hasta en la guerra lo leyera, gracias amigo tratare si tengo algo de tiempo de traducir el articulo y te lo paso

Desconectado TITUS20050

  • Tenente Colonnello
  • Moderadores
  • Miembro Héroe
  • ******
  • Mensajes: 2.838
  • Mirando el pasado se comprende mejor el futuro

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #10 en: 15 de Diciembre de 2007, 04:20:46 am »
Como lo prometido es deuda y espero que el amigo Wittmann no se enoje les paso acontinuacion la traduccion del articulo en italiano publicado por el como mejor homenaje a mis antesesores que tambien combatieron en esta guerra.
Tambien debo aclararar que muchas de las palabras del articulo son fraces pertenecientes a dialectos en uso en ese momento y que cuesta trabajo traducir por lo que les solicito sepan disculpar la exactitud de la traduccion.

El Alamein: Fue la fortuna no el valor.

El titulo que muestra las palabras que los soldados del 7º Bersaglieri escribieron sobre la lapida de la fotografía es exacto: es cierto fue la fortuna , no aquella común sino aquella con letras mayúsculas , estábamos justo a solo 111 km. de Alejandria  , de Egipto y el éxito estaba al alcance de la mano.

Deberé detenerme un momento sobre los antecedentes de la batalla:
En El Alamein había justamente pocos hombres y medios, menos de 5000
hombres con solo 18 tanques y poquísimos armamento de otros tipos, el rapidísimo avance a lo largo de la costa había dejado a retaguardia muchos hombres con un relativo equipamiento ,sea para defender los puntos mas sensibles de la retaguardia sobre la costa ,Sidi El Barrani, Marsa Matruck, Fuka que debieron ser luego aprovisionados por mar , sea para defender extensa zona desértica del interior, grandes sectores en pleno desierto, para detener las eventuales y peligrosísimas incursiones del Long Range Desert Group  y del Special Air Service.
 
A estas operaciones necesarias del ejercito Italo –Alemán.se agregaban las perdidas debida a los combates y a la gran falta de material, la distancia que habíamos acercado el frente a Alejandría era realmente enorme, 2000 km de la base de partida eran de verdad demasiadas y las condiciones de las carreteras no favorecían el reabastecimiento rápido.

Y retornemos a la suerte que hubimos. La ofensiva  de Rommel iniciada el 26 de Mayo con el ataque del incompleto campo atrincherado británico, formado por el cuadrilátero que unía Ain el Gazala , Bir Hacheim , Bir el Gobi y Trobuk ,partiendo el ataque con fuerzas inferiores a las del enemigo, solo en el sector aeronautico  teniamos una relativa supremacía.
Rommel ataco y al comienzo pareció que había fallado en los cálculos: la falta de combustible y de agua amenazo con inmovilizar en plena acción las unidades atacantes.

Pero la falta de improvisación y la lentitud de los británicos  en reaccionar permitió el golpe maestro que fue la conquista  principal de Trobuk 
Uno es el constructor de su propia fortuna , pero sin medios y refuerzos rápidos , un ejercito no tiene libertad de movimientos ni de acción, las penurias de la falta de combustible durante una batalla de tanques puede llevar a la inmovilización y la consecuente destrucción., si pensamos que el carburante llega a Italia o a Grecia desde Rumania , luego cargado en naves , que cuando no eran hundidas durante la travesía  llegaban al puerto de Trípoli en Libia descargado y enviado por tierra a las tropas en el frente, se puede entender que un litro de nafta viajaba primero mas de un mes antes de ser consumido.

Que puedo decir del resto del equipamiento del ejercito ¿.Si los alemanes podían permitirse cualquier tanque como el Mark III especial o el Mark IV a la altura de los Grant o de los Stuart ingleses, que cosa podían hacer los italianisimos  M13/40 y M14/41?
Apenas mejor era la situación en el campo de la artillería  y en la cobertura aérea
Esto a bien ver es la base de la fortuna que coloco a los soldados junto al El Alemein el 1º de Julio de 1942 . Inmediatamente Rommel lanza un ataque para destruir las líneas aun no consolidadas, la 90º división alemana tantea el tamaño del perímetro de El Alamein defendido por la 3º Brigada Sudafricana  , el DAK ataca en dirección  de Deir el Abyad y después sobre Deir el Shein pero el 2 y el 4 de julio dos veces no pudieron acercarse a Ruweisat , la batalla es continua pero la resistencia de los ingleses es fuerte y sus contraataques terribles

En el giro de pocos días  el ejercito Italo – Alemán se escalona hacia el interior pensando en tomar rápidamente la depresión de El Qattara el 9 de julio.
La batalla defensiva conducida por los británicos tuvo pleno éxito, el sueño de Rommel de conquistar Alejandría y el Nilo y después alli en Medio Oriente conectarse al ejercito alemán que descendía de Rusia a través del Caucazo ,era cambiado en otra dirección.

Los meses pasan en continuas batallas y escaramuzas, las formaciones Italo-Alemanas lejisimas de sus bases logísticas reciben los refuerzos con cuentagotas, mientras que los británicos a poca distancia del puerto de Alejandría  y del canal de Suez, formaban nuevas unidades y reforzaban aquellas que debieron retirarse de la Cirenaica y que habían adquirido una basta experiencia en la guerra del desierto.

El 30 de agosto Rommel comienza un nuevo ataque en dirección  de Alam el Halfa,
avanza con dificultad sobre un campo minado y bajo el continuo ataque de la RAF, viene a acabarse el carburante que debía. llegar en un petrolero La Pozarica a Trobuk y que fuera hundido ,por lo que el 2 de Septiembre el ataque fue suspendido, no se podía marchar con los tanques de nafta vacíos.

Y el primer suceso del nuevo comandante ingles el General Bernard Law Montgomery fue colocar al general Auchinlek que era recien arribado a parar primero y luego cercar el ataque Italo- Alemán
Esta sustitución de roles era producto de la voluntad del Primer Ministro Churchill, que veía que la política poco se llevaba con la acción militar¸ Churchill quería que
Auchinlek destruyese el ejercito adversario para facilitar el desembarco anglo-americano ya planeado en el Africa Septentrional, en los territorios de la Francia  de Vichy bajo el dominio Alemán.

Y se llega al 23 de Octubre a las 20,45 hora italiana, primero a lo largo del frente sostenido por el XXX Cuerpo Ingles y después en rápida sucesión a lo largo de 48 km desde el mar a la depresión de El Qattara, la artillería inglesa comenzo el bombardeo arando el desierto metro por metro en una concentración de fuego tal que no fuera vista nunca en Africa , son mas de 1000 piezas empeñadas , la 1ª. Division acorazada tiene el mandato de atravesar  el campo minado y dirigirse al costado de Kidney, un poco mas al Sur la 10ª Division acorazada  debe atravesar el campo minado y dirigirse al costado de El Mitelriya

La jornada del 24  de Octubre continúa la lucha de desgaste del dispositivo atacado.Los Alemanes no ceden y así la resistencia con el pasar de las horas se hace mas fuerte ,los corredores del campo de minas son particularmente seleccionados para dispararles y se transforman en una posición muy peligrosa por los estallidos cuando Montgomery decide cambiar el ataque al sector norte del dispositivo, la Division Australiana, tiene la orden de romper el frente en su sector, el plan final es de apoderarse de la ruta llamada Sidi Abd-el-Rahman.

Esta maniobra abría producido el aislamiento del sector costero y la inmediata crisis en la linea de abastecimientos Italo-Aleman al Sur del dispositivo. El 28 y 29 terribles combates  se producen entre australianos y  los Italo –Alemanes pero el control de la ruta queda en manos británicas, ahora es justo el momento del golpe final de parte de Montgomery , la operación “Supercharge” se desencadena en el punto de unión del dispositivo alemán y el italiano

En la mañana del 2 de Noviembre el ataque es realizado en un frente de apenas 3600 metros , con un bombardeo de mas de 300 bocas de fuego , dirección del ataque Tell el-Aqqaqir , de frente al ataque esta la 15 panzer  y el combate se torna muy confuso y concluye el día siguiente cuando en un sector mas al Sur la 51 Higland y la Y la 4ª división india consiguen la destrucción del frente con un ataque de sorpresa.

Mas al Sur se produce el sacrificio final de una gran unidad Italiana, la Division de Paracaidistas Folgore.
Extraña suerte para esta unidad de elite,  adiestrada como paracaidistas en Tarquinia, destinada a lanzarse sobre la isla de Malta, y enviada a extinguirse en las arenas del desierto en el limite de la depresión de El Qattara.
Empeñada al final del primer día sobre las modestas alturas de Deir el Munassib, de Qaret el Himeimat y Nagh Rala, sus hombres respondieron todos los ataques enemigos, hombres que habían soñado descender del cielo, lucharon gloriosamente

Los propios enemigos la citaron con admiración en Radio El Cairo “…en modo particular la Division Folgore que ha resistido dia por dia sin ninguna esperanza”…,
“Debemos inclinarnos delante de los restos de aquellos que fueron como leones de la Folgore”. “Los últimos sobrevivientes de la Folgore fueron recogidos exhaustos en el desierto, la Folgore a caído con las armas en la mano”

Y que podremos decir del ultimo mensaje de radio de la Division Acorazada Ariete?
“Carros enemigos efectuaron irrupción al Sur de la Ariette, ahora Ariette se acercara 5 Km. noroeste Bir el Abd los tanques Ariette combaten”
La mas grande batalla en tierra africana termina con la retirada de las tropas sobrevivientes Italo-Alemanes ,un camino atrás que no parara hasta Tunes y el 13 de Mayo de 1943 es cuando termina la guerra en Africa y comienza el fin de las colonias

Cuatro días después de la finalización de la batalla de El Alamein , el 18 de Noviembre de 1942 se inicia el desembarco anglo-americano sobre la costa atlántica de Marruecos y sobre la mediterránea de Argelia.
Recordamos también  a muchos de los hombres que esta batalla la han visto en primera persona, el Capitán Paracaidista Guido Visconti di Modrone muerto algún dia antes del 23 de Octubre, al Teniente Coronel Izzo que en Haret el  Himeimat  comanda al grito regimental de “Savoia” una carga de de 93 hombres armados de bayonetas, armas individuales y granadas de mano al  ataque de tres batallones británicos y degaullistas.Herido en un ojo regresa a las líneas al concluir el enfrentamiento.

El ataque contra e Himeimat  a envuelto también a otra unidad , la del Coronel Ruspoli Marescotti y un poco mas al norte el Teniente Costantino Ruspoli hermano del Coronel, los hombres de la compañía Cristofori atacan los tanques enemigos con algunos medios ,con botellas incendiarias y granadas de mano haciendo milagros , son solo 70 hombres pero logran detener el avance de los tanques luego de destruir 22 , consiguiendo además hacer numerosos prisioneros.

El 29 de Octubre en el sector Sur de la linea de combate, el enemigo no ha hecho ningún progreso, pero los combates continúan, durante un ataque aéreo un suboficial Biagioli emplaza una ametralladora Skoda y dispara sobre los aviones, las balas rebotan sobre el blindaje y en un minuto todo termina, Biagioli es muerto por un proyectil explosivo.

Y después la apoteosis de las muertes del norte al sur del frente: del Coronel carrista Zappalà, de Ferruccio Dardi componente de un grupo explorador, al bersagliere Gavioli, al Capitán Jachino de la Division acorazada Ariete, y descendiendo al  Sur los numerosos héroes de la  Folgore: Stassi, Starace, Brandi, Misserville, Ponzecchi, Gola, Simoni, Pirlone, Bandini, Cappelletto, Lustrissimi, Alberto Bechi Luserna, Giuseppe Izzo, tantos soldados para recordar no por haberlos conocidos , pero por haber echo de su capacidad de su juventud , de su franqueza y simplicidad , de su coraje y de sus capacidad de inmolarse al servicio de la patria.
.



Desconectado Caesar

  • Miembro Héroe
  • *****
  • Mensajes: 3.073
  • "La verdad es la primera victima de la guerra"

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #11 en: 15 de Diciembre de 2007, 15:25:41 pm »
Menor cantidad de efectivos en general,mala calidad de tanques y aviones italianos y sumarle sus ansias de combate,los alemanes tenían la batalla todo en contra,...
« última modificación: 15 de Diciembre de 2007, 16:26:36 pm por Caesar »

Desconectado TITUS20050

  • Tenente Colonnello
  • Moderadores
  • Miembro Héroe
  • ******
  • Mensajes: 2.838
  • Mirando el pasado se comprende mejor el futuro

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #12 en: 15 de Diciembre de 2007, 15:59:07 pm »
La conquista del desierto y sus lugares estrategicos estaba perdida desde el comienzo pues un ejercito que no puede asegurar sus bases de aprovisionamiento,sus caminos al frente de batalla y sus sistemas externos de abastecimiento, no puede ganar nunca y, eso le paso a Rommel y los valientes Italianos,no tenian supremacia Aerea y maritima en el Mediterraneo , sus lineas eran extensisimas pues los puntos intermedios eran dificiles de proteger ,tambien carecian de supremacia aerea en el desierto todo eso produjo la derrota en El Alamein.

Desconectado Balthasar Woll

  • SS Oberstgruppenführer
  • Administrador
  • Miembro Héroe
  • ******
  • Mensajes: 12.386

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #13 en: 16 de Diciembre de 2007, 09:34:18 am »
Un gran relato Titus. Lastima de tantos y tantos soldados italianos enviados a combatir sin armamento adecuado y con unos mandos nefastos.

Saludos

Desconectado TITUS20050

  • Tenente Colonnello
  • Moderadores
  • Miembro Héroe
  • ******
  • Mensajes: 2.838
  • Mirando el pasado se comprende mejor el futuro

Re: El Alamein: manco la fortuna non il valore.

« Respuesta #14 en: 16 de Diciembre de 2007, 12:23:26 pm »
Baltasar gracias portus conceptos ,pero elmerito principal es de  Wittmann que lo encontro y publico ,yo comobuen admirador de los soldados italianos lo unico que hice fue traducirlo para que los participantes del foro pudieran entenderlo <<30

 

Real Time Web Analytics